Alessandria (Piero Evaristo Giacobone) – Scusate se insisto ma mi chiamo Evaristo e, mio malgrado, devo tornare a scrivere sulla gestione delle multiserivizi comunali della provincia di Alessandria, con particolare riferimento ai Comuni di Novi Ligure e Alessandria. Le voci rimbalzano ormai con sempre meno discrezione dai corridoi dei palazzi comunali di Alessandria: l’intesa tra i sindaci Muliere (Novi) e Abonante (Alessandria), entrambi targati PD, sulla partita delle concessioni idriche nell’Egato6 sarebbe cosa fatta.
O quasi. Perché se la cornice politica pare finalmente definita, il quadro tecnico–finanziario-societario resta tutt’altro che chiaro.
Dopo la bocciatura del ricorso al Tar Lazio, che ha segnato uno spartiacque nella lunga vicenda delle concessioni idriche nell’Egato6, la direzione imboccata sembra ormai quella di una aggregazione in house.
Tradotto: fuori i privati, dentro un soggetto pubblico unico o comunque gradualmente integrato. Una scelta che, sulla carta, risponde alla linea politica più volte rivendicata ma che nella pratica apre un fronte ben più spinoso.
Il nodo vero, infatti, non è tanto “se” aggregarsi, ma “come” e soprattutto “a quali condizioni” farlo.
Sul tavolo pesano come macigni i circa 27 milioni di euro di debiti accumulati da Gestione Acqua (Acos Novi). Una cifra che nessuno sarebbe intenzionato a portarsi in pancia a cuor leggero. Inoltre risultano operazioni singolari come la “patrimonializzazione” di manutenzioni e indebitamenti con le banche che vanno addirittura oltre al 2034. Non un quadro roseo per Acos visto anche il recente pasticcio del teleriscaldamento (seguito da noi di Alessandriaoggi).
In questo scenario, Amag Reti Idriche si presenta con un profilo a sorpresa migliore: da un lato una struttura organizzativa che più di un osservatore definisce fragile, dall’altro una solidità patrimoniale non trascurabile, garantita dal possesso delle reti. Un elemento che, in tempi di bilanci tirati, pesa eccome. Senza contare l’asse costruito con realtà più piccole ma sane come Valleorba Depurazione e Comuni Riuniti, che potrebbe rivelarsi decisivo negli equilibri della futura governance.
In più AMAG ha già venduto Alegas e a breve venderà Reti Gas, quindi potrà contare su più liquidità da investire sull’idrico.
La domanda che circola, neanche troppo sottovoce, è se l’accordo politico tra Muliere e Abonante sia davvero il punto di arrivo o piuttosto l’inizio di una trattativa ben più complessa, dove ogni soggetto cercherà di scaricare altrove le partite più scomode. Perché una cosa è siglare un’intesa nelle stanze della politica, un’altra è far quadrare i conti senza lasciare cerini accesi in mano ai cittadini.
E, mentre dai Municipi filtrano rassicurazioni di rito, resta il sospetto che la vera partita debba ancora cominciare. Noi di Alessandriaoggi abbiamo seguito da vicino la vicenda e ci auguriamo che il Sindaco Abonante tenga duro e non “cali le brache” davanti a D’Ascenzi e compagnia cantante. Si sa che D’Ascenzi non contempla le aggregazioni o le fusioni ma solo le conquiste e gli assorbimenti di altre società dove lui comanda e gli altri non contano.
E io pago.
Acqua pubblica, sorpresa finale: intesa Abonante – Muliere… anche sui pesi e sui numeri? Che differenze ci sono tra le società?
