Vercelli – La “Banda della Marmotta”, oggetto dell’indagine della Repubblica di Vercelli, è stata smantellata dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Vercelli nei confronti di undici persone indagate: sette in carcere (uno è residente a Vercelli) e quattro sottoposte all’obbligo di firma. È loro contestata l’associazione a delinquere per furto pluriaggravato in concorso e la detenzione di armi. Per gli inquirenti la banda era composta da uomini di etnia sinti e pugliesi, in grado di colpire con rapidità ed efficacia tra le province di Asti, Biella, Vercelli e Torino. Il nome “Banda della Marmotta” deriva dalla tecnica che utilizzava la Marmotta, un ordigno esplosivo artigianale inserito nei bancomat e fatto detonare per forzare l’apertura e impossessarsi del denaro. Per gli spostamenti notturni la banda utilizzava auto di grossa cilindrata con targhe clonate, così da rendere difficile l’identificazione. La tecnica utilizzata prevedeva anche l’uso di jammer, dispositivi in grado di disturbare i segnali elettronici e impedire il tracciamento dei veicoli. A supporto delle operazioni, gli indagati potevano contare su basi logistiche intestate a prestanome, utilizzate per nascondere mezzi, esplosivi e organizzare i colpi. Le indagini hanno permesso di ricostruire una ventina di assalti tra il 2023 e il 2025, compiuti principalmente in Piemonte per un bottino di circa 750.000 euro. Le indagini hanno preso il via dopo il colpo alla Bnl di Santhià del 20 dicembre 2023.
A processo undici membri della “Banda della Marmotta” dopo oltre venti assalti a banche e uffici postali
