Novi Ligure (AL) Piero Evaristo Giacobone – Scusate se insisto ma mi chiamo Evaristo e ancora una volta devo occuparmi di Novi Ligure, quella città di squinternati in preda al delirio che è ostaggio dei comunisti da 80 anni. Pare infatti che a Teresa Mantero sia arrivato un invito da Marco Bertoli, coordinatore locale di Fratelli d’Italia (un Fratello d’Italia che vota col Pd), a una riunione locale di Fratelli d’Italia. Non è un fatto di colore. È un fatto politico. E anche piuttosto rumoroso, per chi ha ancora voglia di distinguere tra maggioranza e opposizione.
Perché qui non si parla di “dialogo istituzionale”, formula buona per tutte le stagioni e spesso usata come foglia di fico. Qui si parla d’un esponente di primo piano del Centrosinistra che partecipa a una riunione di partito del Centrodestra. Tradotto: o sta cambiando qualcosa, oppure qualcuno sta facendo finta che non stia cambiando nulla.
Le opzioni sono poche, e nessuna rassicurante. O Teresa Mantero sta preparando un’uscita ordinata dal suo campo politico — magari con destinazione ancora da dichiarare — oppure è Fratelli d’Italia che valuta di puntare su di lei, sacrificando sull’altare del consenso qualsiasi coerenza di schieramento.
In entrambi i casi, il messaggio per gli elettori è lo stesso: le etichette contano fino a un certo punto, le alleanze fino al prossimo giro. Il resto è negoziazione.
E gli alleati? Nel centrodestra c’è da scommettere che più di qualcuno storcerà il naso: l’idea di aprire a una figura del centrosinistra potrebbe non entusiasmare chi, almeno ufficialmente, rivendica identità e coerenza. Ma anche nel campo opposto la situazione è tutt’altro che tranquilla: vedere una propria rappresentante dialogare così disinvoltamente coll’avversario, rischia di trasformare il concetto di “linea politica” in una semplice opinione.
Poi c’è l’ipotesi più realistica e forse più cinica: non è questione di destra o sinistra, ma di chi può vincere. Se questa è la logica, allora l’incontro non è un’anomalia, ma un’anticipazione. Un test. Un segnale.
E io pago.
Foto de “Il Moscone”
