Alessandria – Nel Luglio del 2016 un dirigente di 61 anni dell’Atc (Azienda Territoriale per la Casa) di Alessandria, fu vittima di un gioco erotico finito tragicamente. Si era fatto legare a un palo in un alloggio vuoto, una mansarda di Via Maggioli, al quartiere Cristo, dove i due amanti si davano appuntamento e morì per asfissia strangolato dai lacci e per il caldo torrido che comprometteva la respirazione, nel lasso di tempo in cui l’amante era uscita per tornare dopo un’ora e fare la tragica scoperta dell’uomo agonizzante che sarebbe morto di lì a poco. La famiglia della vittima ha chiesto i danni all’amante del congiunto e ha ottento un risarcimento di ben 450.000 euro, oltre agli interessi e alle spese legali da versare alla moglie e alle figlie della vittima. La sentenza è di questi giorni emessa dal Tribunale di Alessandria che ha quantificato i danni e condannato la donna per omicidio colposo. Il giudice civile del Tribunale di Alessandria Matteo Martorino ha stabilito che la vittima abbia contribuito al 60 %, mentre il danno complessivo è stato liquidato nella misura del 40%. A promuovere il procedimento civile è stato l’avvocato Massimo Grattarola, legale dei familiari della vittima. La donna era invece difesa dall’avvocata Anna Clorinda Ronfani.
