Asti – Ieri in Corte d’Assise la pm Manuela Pedrotta, della Dda di Torino, ha ricordato il dramma di una ragazza minorenne – oggi ventisettenne – che ha accusato il suo ex patrigno di averla ripetutamente violentata, fin da quando era in tenera età, diventata per questo una “schiava sessuale”. “Basta rileggere quello che ha scritto la persona offesa – ha spiegato la pm – per capire il dramma di questa donna vissuto quando era ragazzina” ha detto la pm, prima di formulare la richiesta di condanna: 20 anni di reclusione a Giacinto Sostero, cinquantenne, accusato di aver abusato per anni la figlia della donna, con la quale l’uomo ha avuto una lunga convivenza. Prima in un alloggio popolare, poi in un appartamento del centro di Asti, quindi a Sanremo dove lui intendeva trasferirsi con le due donne. La vicenda è emersa l’anno scorso, quando è scattato l’arresto dell’uomo, dopo le indagini della polizia giudiziaria della procura di Asti e Torino. Indagini nate dalla segnalazione di una famiglia di commercianti che per caso aveva raccolto le confidenze della ragazza. La Mamma sarebbe rimasta per anni inerte per la paura. La Corte deciderà a luglio.
Accusato di aver abusato per anni della figlia minorenne della sua ex convivente rischia 20 anni
