Alessandria – La Cassazione ha confermato in via definitiva le misure di prevenzione patrimoniali e personali nei confronti di un uomo di 67 anni, residente ad Alessandria, ritenuto dagli investigatori uno dei principali gestori del sistema finito nel mirino della Divisione Anticrimine della Questura. Sono diventate definitive anche le misure nei confronti di un uomo di 80 anni mentre per un altro uomo di 63 anni la Suprema Corte ha confermato la revoca della sorveglianza speciale e della confisca disposta dalla Corte d’Appello di Torino. Per oltre vent’anni avrebbero costruito un piccolo impero fatto di locali notturni, società intestate a prestanome, contanti nascosti nella cassetta di sicurezza, auto di lusso e immobili sparsi tra Alessandria e provincia. Il valore dei beni confiscati supera i 3.5 milione di euro. Dentro ci sono: garage, 12 immobili, cinque auto di grossa cilindrata, somme in denaro contante e dodici società, una delle quali gestiva due ristoranti, tre locali notturni, una piscina e una ventina di rapporti bancari. Le indagini patrimoniali hanno fotografato una forte sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e il tenore di vita mantenuto dai soggetti coinvolti. Solo nelle cassette di sicurezza furono ritrovati 385.000 euro in contanti. Quei soldi, secondo gli investigatori, sarebbero serviti nel tempo per acquistare appartamenti, ville, società, automobili di lusso, ma anche per finanziare viaggi, crociere e spese personali.
La Cassazione conferma la confisca per 3,5 milioni ai gestori di alcuni night club che sfruttavano le ragazze
