{"id":12122,"date":"2015-08-28T22:00:00","date_gmt":"2015-08-28T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alessandriaoggi.info\/sito\/2015\/08\/28\/la-tratta-dei-clandestini-e-dei-bambini-una-storia-italiana-e-mafiosa-di-infamia-e-sfruttamento\/"},"modified":"2016-08-19T09:07:57","modified_gmt":"2016-08-19T09:07:57","slug":"la-tratta-dei-clandestini-e-dei-bambini-una-storia-italiana-e-mafiosa-di-infamia-e-sfruttamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandriaoggi.info\/sito\/2015\/08\/28\/la-tratta-dei-clandestini-e-dei-bambini-una-storia-italiana-e-mafiosa-di-infamia-e-sfruttamento\/","title":{"rendered":"LA TRATTA DEI CLANDESTINI  E DEI BAMBINI: UNA STORIA ITALIANA E MAFIOSA DI INFAMIA E SFRUTTAMENTO"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12121\" src=\"http:\/\/www.alessandriaoggi.info\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/65ee000e6f764024d098aa2e08763e5b.jpg\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.alessandriaoggi.info\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/65ee000e6f764024d098aa2e08763e5b.jpg 535w, https:\/\/www.alessandriaoggi.info\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/65ee000e6f764024d098aa2e08763e5b-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/p>\n<p>Titolo a piena pagina de La Stampa di Torino: <em>&#8220;Gli scafisti forzano i tempi, temono blitz sui loro porti&#8221;.<\/em> Vero! Ma perch\u00e8 non si \u00e8 fatto proprio nulla per fermare il traffico dei\u00a0novelli schiavi? Anzi, con motivazioni di tipo umanitario, se ne \u00e8 agevolata\u00a0 in ogni modo la traversata con le navi della Marina Militare Italiana a favorire la tratta raccogliendo i clandestini a poche miglia dalla costa libica e trasportandoli in Italia anzich\u00e8 sbarcarli sulla vicina riva da dove erano partiti. E nessuno avrebbe impedito che ci\u00f2 avvenisse perch\u00e8 in Libia non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un governo di alcun genere. La risposta \u00e8 molto semplice e comprensibile a tutti. La tratta dei clandestini rende assai pi\u00f9 dello stesso traffico di droga. A dirlo non siamo noi, ma un indiscusso esperto di settore, Salvatore Buzzi,\u00a0numero uno della cooperativa \u201c29 giugno\u201d\u00a0e braccio operativo dell\u2019organizzazione che, intercettato al telefono, ha detto a Pierina Chiaravalle: <em>&#8220;Tu\u00a0c\u2019hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico de droga rende meno\u201d.<\/em> E poi i conti sono presto fatti. Un barcone con 1000 clandestini\u00a0rende, al lordo, circa 3 milioni di euro a viaggio che si effettua in un paio di giorni. Quel che conta \u00e8 che il pagamento avvenga prima dell&#8217;imbarco per cui non ha importanza come va a finire il trasporto. Ugualmente nessuno si \u00e8 mai preoccupato di dare un&#8217;occhiata per controllare qual \u00e8 il carico reale dei camion frigoriferi, che vanno avanti e indietro per i nostri confini provenienti dai paesi balcanici, per verificare se la carne che ufficialmente stanno trasportando non sia carne umana.<br \/> Mentre sotto le coperture e le menzogne di una propaganda rozza e interessata prosegue e prospera allegramente il traffico dei novelli schiavi e, sempre sulla Stampa di Torino, un altro titolo a piena pagina prepara l&#8217;opinione pubblica\u00a0a novelle imprese neocoloniali: <em>&#8220;Iran pi\u00f9 pericoloso dell&#8217;ISIS. Europa ed Usa non si illudano&#8221;.<\/em> Ma questi sono gli stessi discorsi, le stesse identiche parole gi\u00e0 usate per giustificare la guerra contro la Libia, contro la Siria e prima contro l&#8217;Iraq. Sono le guerre, origine della catastrofe politica ed economica che ha travolto il Medio Oriente, che l&#8217;Italia ha fiancheggiato o, peggio ancora, alle quali ha partecipato direttamente, come in Libia, causando morte e distruzione e dando origine all&#8217;attuale esodo di disperati. Per la Libia, l&#8217;Italia ha pure stabilito un non invidiabile record: \u00e8 la prima volta nella storia dell&#8217;uomo, dall&#8217;et\u00e0 della pietra ad oggi, in cui una nazione partecipa ad una rapina a casa propria. La Libia era a tutti gli effetti una nostra colonia. Le vendevamo il 96% delle sue importazioni, estraevamo e compravamo il suo gas, nostre imprese costruivano le sue strade, le\u00a0 sue scuole, i suoi acquedotti ed i suoi principali edifici. Gli ufficiali del suo esercito venivano talvolta preparati nelle nostre accademie e spesso erano italiani i piloti dei suoi aerei. Quando le cose in FIAT andavano malissimo le abbiamo dato ordine di comperare le sue azioni ad altissimo rischio e quando le cose andavano bene gliele abbiamo fatte vendere. E Gheddafi ha ubbidito. Anche l&#8217;immigrazione clandestina non \u00e8 cosa nuova. Abbiamo scritto tre anni fa il nostro primo articolo per denunciare lo sfruttamento disumano degli immigrati clandestini. Il farlo non \u00e8 stato difficile poich\u00e8 avevano una pelle di colore diverso dalla nostra ed affollavano a decine le tenute agricole anche dell&#8217;alessandrino. Quindi tutti sapevano tutto e nessuno pu\u00f2 dirsi innocente. In questi anni in cui la tratta ha prosperato, qualcosa \u00e8 stato fatto: hanno inventato ed addestrato i cosiddetti &#8220;mediatori culturali&#8221;, moderni kap\u00f2, custodi\u00a0dello sfruttamento sistematico, della gigantesca macchina dell&#8217;assistenza che ha trasformato conventi e seminari abbandonati da anni in autentiche miniere d&#8217;oro. Per concludere, una domanda alle Forze dell&#8217;Ordine: visto che gli scafisti non sono un&#8217;opera pia, che fine fanno i bambini non accompagnati che spariscono nel nulla subito dopo lo sbarco?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo a piena pagina de La Stampa di Torino: &#8220;Gli scafisti forzano i tempi, temono blitz sui loro porti&#8221;. Vero! Ma perch\u00e8 non si \u00e8 fatto proprio nulla per fermare il traffico dei\u00a0novelli schiavi? 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