di Andrea Guenna – In tutti i vocabolari della lingua Italiana che si rispettino, dallo Zingarelli al Devoto, il sostantivo femminile “valutazione” indica la determinazione del valore di un bene o di una persona, rispetto ad altri beni o ad altre persone. A questo proposito nel Treccani si legge: “Determinazione del valore di cose e fatti di cui si debba tenere conto ai fini di un giudizio o di una decisione, di una classifica o graduatoria”, per cui occorre effettuare una comparazione tra diversi elementi in competizione per capire chi va prima e chi va dopo in una classifica che è la naturale conseguenza della valutazione stessa. Ma in Mandrognìa non è sempre così, come nel caso dell’assunzione di Roberto Molina come capo di gabinetto del sindaco, per cui l’imprevedibile Mago Zac (Antonello Zaccone – nella foto) s’è inventato la “valutazione non comparativa” (leggere sotto il riferimento alla sua determina) che è una contraddizione in termini. Ciò sta a dimostrare che i 59 candidati per l’incarico poi affidato a Molina, sono stati presi per i fondelli in quanto il Signor Marchese Professor Gianfranco Cuttica di Revigliasco (se non lo chiami così non si gira) sindaco leghista di Alessandria ha fatto finta di valutare e, a quanto ci risulta, non ha neppure fatto dei colloqui coi candidati. Insomma, per dirla con l’assessore a Varie ed Eventuali di Roncofritto Palmiro Cangini, ha deciso “alla cazzo”, anche se non è proprio così perché il Maligno giura – ma io non ci credo – che essendo Roberto Molina segretario cittadino della Lega Nord, aveva una “cambiale in scadenza” (politica, s’intende) piuttosto pesante nei confronti sia del Signor Marchese che di Riccardino. Ciò non toglie che, proprio per il fatto di essere segretario della Lega, non sarebbe stata opportuna la sua assunzione come capo di gabinetto del sindaco, che sarà pure un leghista, ma è innanzi tutto il primo cittadino della capitale della Mandrognìa, quindi il sindaco di tutti gli alessandrini, leghisti e non.
Andiamo, Signov Mavchese, cevchiamo di evitave queste imbavazzanti cadute di stile!
La scelta “alla cazzo” di Molina non sembra essere l’unica incongruenza di questa miserabile vicenda, perché colpisce anche il fatto che Mago Zac, tra le varie opzioni, avesse previsto anche quella dell’assunzione part time (leggere sotto il riferimento alla sua determina), il che equivale a dire che le balene volano, perché un dirigente, o avente funzioni di dirigente, secondo me non può essere assunto part time. Almeno, io non ne conosco.
Ma anche secondo la giurisprudenza per la quale il contratto di lavoro part time per le qualifiche dirigenziali è da ritenersi legittimo solo quando indica il limite quantitativo della prestazione lavorativa, rimettendone all’autonomia del dipendente la distribuzione dell’orario come stabilisce anche la Corte di Cassazione sezione Lavoro nella sentenza 1° settembre 2008, n. 22003.
E qui casca l’asino poiché nel decreto del sindaco non si fa cenno a tutto ciò essendo tutto molto vago.
Per quanto riguarda poi la questione economica cambia poco perché anziché percepire uno stipendio di 180.000 euro lordi annui, se fosse assunto a tempo pieno, Molina ne prenderà 100.000 circa e riuscirà comunque a bloccare la ristrutturazione della pianta organica di dirigenti e funzionazi poiché con quello che prende, ha esaurito la capienza amministrativa per tale intervento.
Per dirla in soldoni: bambole non c’è una lira, perché Molina s’è preso tutto quel che c’era, e anche di più.
Ma tornerò presto sull’argomento e ne leggerete delle belle.

