Fa caldo, in città si soffoca, l’umidità è alle stelle e l’afa è insopportabile. Inoltre il signor Giusto, 80 anni compiuti, milanese purosangue, ex operaio dell’Alfa Romeo, ha un sacco di acciacchi dovuti all’età avanzata ma anche malanni propri della sua costituzione fisica.
Decide di uscire per scaricare la tensione ed andare al bar a trovare gli amici ma, mentre passeggia, passa davanti alla chiesa parrocchiale che è aperta. Entra e vede il prete. Lo chiama e gli chiede di confessarsi.
Quando si inginocchia comincia a imprecare: “Non è possibile che Dio si comporti così crudelmente con me! Prima mi crea e poi mi fa venire una caterva d’acciacchi: ho i reumatismi, la scoliosi, la rinite cronica, le coliche renali, i piedi piatti, il naso storto”.
Il prete lo ascolta un po’ e poi lo interrompe: “Senta, io capisco tutto, ma, mi creda, c’è anche chi sta molto peggio di lei”!
E lui: “Ecco, appunto, stavo scordando di parlarle di mia moglie che è paralitica”.

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