Genova – Una donna di 91 anni ricoverata a seguito di un picco glicemico e insufficienza renale, non ce l’ha fatta. A Ferragosto l’anziana signora è stata ricoverata per un picco glicemico pari a “522” e di un’insufficienza renale. Quel che doveva essere un ricovero sotto stretto controllo s’è trasformato in un dramma per la famiglia: la paziente muore il giorno successivo, senza che i familiari siano stati informati del peggioramento delle sue condizioni. Ed è proprio il figlio, M.B., a ritrovare la madre sul letto “totalmente abbandonata di traverso e senza aver ricevuto nessuna risposta dopo molte telefonate. Successivamente è stata all’Evangelico di Voltri, dove le analisi evidenziavano una situazione critica: setticemia nel sangue e insufficienza renale. I medici informavano la famiglia che avrebbero tentato di salvarla grazie a un antibiotico di ultima generazione, attendendo 24-48 ore per valutare gli effetti. Nel pomeriggio, la paziente viene trasferita in medicina e mostra segni di agitazione. Il giorno successivo il figlio iniziava un lungo e frenetico tentativo di contatto con l’ospedale: “Ho chiamato dalle 11.20 alle 13.15 – dice ai cronisti – insieme alla dottoressa di base abbiamo fatto 14 telefonate. Loro non hanno mai risposto né richiamato, così sono andato lì pensando di trovarla come la sera precedente. Arrivo in ospedale e, non appena entro in stanza, la vedo morta di traverso sul letto di traverso. Tutto è abbastanza strano, per cui il figlio M.B. ha detto ai cronisti: “Ho già richiesto la cartella clinica, perché abbiamo dubbi sulle cure. L’avvocato è allertato e ci muoveremo comunque, perché il comportamento è stato negligente: hanno l’obbligo di comunicare ai parenti l’aggravamento del paziente, cosa che non è stata fatta. Quando avrò la cartella clinica, la darò a un medico legale e vedremo cosa ne verrà fuori. Non voglio che passi così: non si può morire abbandonati sul lettino, di traverso, con la testa sulla sbarra. Il personale dell’ospedale ha delle gravissime responsabilità: le norme dicono che il medico deve spiegarsi in termini comprensibili al paziente, quindi non possono dire “non avete capito”. Chi non ha capito è il personale medico che si è dimenticato una donna di 90 anni sul lettino dove ha lasciato questo mondo.
