Genova (Ansa) – La Liguria è sopra la media nazionale per quanto riguarda le Case di comunità mentre è ancora in ritardo per quel che concerne gli Ospedali di comunità. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sull’attuazione della Missione salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel dettaglio, le Case di comunità programmate, in Liguria sono 34 di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, 22 (64,7%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia 45,5%; dati Agenas al 31 dicembre 2025). Gli Ospedali di comunità sono 11 quelli previsti di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, due (18%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia 27%; dati Agenas al 31 dicembre 2025). Ritardi anche per quel che riguarda il fascicolo sanitario elettronico regionale: sono disponibili 13 documenti del totale delle 20 tipologie di documenti previste dal decreto ministeriale del 7 settembre 2023 (media Italia: 14 documenti; dati ministero della Salute e Dipartimento per la trasformazione digitale al 30 settembre 2025). Infine, solo il 13% dei cittadini della Regione ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti nel fascicolo sanitario elettronico a fronte di una media italiana del 44%.
“Il potenziamento dell’assistenza territoriale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe (nela foto) – è la chiave per decongestionare ospedali e pronto soccorso e garantire una sanità di prossimità. Tuttavia, i dati ufficiali trasmessi dalle Regioni restituiscono un quadro preoccupante: fatta eccezione per le Centrali operative territoriali, a pochi mesi dalla scadenza del Pnrr siamo molto lontani dal raggiungimento del target europeo. E il ritmo di attivazione di Case e Ospedali di comunità rimane troppo lento“.
