Genova – Nel disastro del 14 agosto 2018 persero la vita 43 persone. Castellucci era già stato condannato per l’incidente stradale sulla A16 in cui un bus turistico era precipitato dal viadotto Acqualonga con 40 vittime.
Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia dal 2005 al 2019, è stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per il crollo del ponte Morandi, il viadotto della A10 nel quale il 14 agosto del 2018 ha ceduto lo strallo del pilone 9, provocando la morte di 43 persone. La procura, rappresentata dai pm Walter Cotugno e Marco Airoldi, aveva chiesto per lui 18 anni e 6 mesi, la richiesta più alta tra tutti e 57 gli imputati nel maxiprocesso iniziato nel 2022 con numeri da record per udienze, testimoni e documentazione.
I reati contestati e la posizione di Castellucci
Castellucci è stato condannato per crollo colposo e omicidio stradale, ma è stata esclusa l’aggravante lavoristica ed è stato assorbito il reato di omicidio colposo semplice. L’ex ad di Aspi ha ricevuto la sentenza mentre è recluso nel carcere di Opera, dove sta scontando 6 anni per l’incidente stradale sulla A16 nel territorio di Monteforte Irpino, dove il cedimento del guardrail del viadotto Acqualonga, il 28 luglio 2013, ha provocato la caduta di un bus turistico e 40 vittime.
Le 32 condanne del primo grado
In totale, per il disastro del Morandi, sono state 32 le condanne comminate in primo grado, per un totale di 177 anni di carcere. Oltre a Castellucci, che ha ricevuto quella più pesante, 11 anni sono stati inflitti a Michele Donferri Mitelli, ex responsabile manutenzioni per Aspi, per il quale la procura aveva chiesto 15 anni e 6 mesi. Le 32 condanne, a vario titolo, coinvolgono gli ex vertici di Aspi e di Spea. Condanna a 5 anni e 6 mesi per Paolo Berti, ex numero due Aspi ed ex direttore centrale delle operazioni, per il quale erano stati chiesti 12 anni e 6 mesi; a 5 anni e 6 mesi anche l’ex ad di Spea, Antonino Galatà, per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
In aula i familiari delle vittime
Ad ascoltare la sentenza, pronunciata alle 14 nell’aula magna del tribunale dal presidente del collegio Paolo Lepri, c’erano i parenti delle vittime, con in testa Egle Possetti, portavoce del Comitato, che quella mattina della vigilia di Ferragosto perse la sorella, i due nipoti e il cognato.
Il maxiprocesso: quattro anni e numeri da record
Le accuse per gli imputati erano, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, omicidio stradale aggravato, crollo e disastro colposo, lesioni colpose aggravate, omissione di atti d’ufficio e falso. Il dibattimento era iniziato il 7 luglio 2022. Le due società inizialmente indagate, Aspi e Spea, sua controllata, erano uscite dal processo con un patteggiamento, e quasi tutti i familiari delle vittime sono stati risarciti. Durante i quattro anni del dibattimento sono stati ascoltati 282 testimoni e 4 periti; ammesse 214 parti civili, diventate poi 168 per la rinuncia di 46 di loro; esaminati da pm e difensori 12 imputati e raccolte 21 dichiarazioni spontanee. I capi di imputazione contestati erano 112 e la documentazione complessiva, con foto e video, occupa oltre 12 terabyte di memoria.
Le reazioni: procura, difesa e Comitato
«È presto per dare una lettura esaustiva, ed è quindi troppo presto per esprimere un giudizio complesso, ma posso dire che per le posizioni principali, per cui comunque vale il principio di non colpevolezza visto che siamo di fronte una sentenza di primo grado, è che la tesi accusatoria è stata in buona parte confermata», ha detto il procuratore di Genova, Nicola Piacente, subito dopo la lettura della sentenza. «Credo che sia una sentenza erronea. Credo che non potesse e non dovesse essere condannato», la reazione a caldo di Guido Carlo Alleva, legale dell’ex ad di Aspi, che ha annunciato ricorso. «Dodici anni? Direi che per lui va bene», la prima reazione di Possetti, immediatamente dopo la lettura della condanna.
Nella foto (tratta da Genova 24) il difensore di Castellucci, Carlo Alleva
