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Servizi

Indennità Pronto Soccorso e 118 in Piemonte: un accordo che divide, esclude e manca di trasparenza

20 Gennaio 2026 REDAZIONE Servizi 64

Indennità Pronto Soccorso e 118 in Piemonte: un accordo che divide, esclude e manca di trasparenza

CSE Sanità esprime la propria contrarietà all’accordo regionale sull’indennità per il personale dei Pronto Soccorso e del
118, sottoscritto da Nursind, Nursing Up, CISL FP e Fials.
Un accordo che, pur disponendo risorse significative, introduce una differenziazione economica ingiustificata tra
lavoratori che operano nello stesso contesto ad altissima criticità, determinando di fatto lavoratori di serie A e lavoratori
di serie B.
La previsione di 500 euro mensili per gli infermieri e di 250 euro mensili per OSS, tecnici di radiologia, personale
amministrativo e altre figure professionali non trova fondamento nel contesto lavorativo, che è identico per tutti in
termini di carico emotivo, rischio, complessità organizzativa e responsabilità.
Ancora più grave è l’esclusione di interi servizi che operano quotidianamente nell’emergenza-urgenza, tra cui:
• gli operatori dei CAU collegati al 116117;
• il personale dei SEST;
figure essenziali nella gestione dei flussi e nella tenuta complessiva del sistema sanitario territoriale.
CSE Sanità ritiene inoltre inaccettabile che un accordo di tale portata non sia pubblico, né facilmente consultabile,
configurando una modalità operativa che compromette la trasparenza amministrativa e il diritto all’informazione dei
lavoratori coinvolti.
A ciò si aggiunge un quadro strutturale fortemente critico: nel 2026, a ridosso della conclusione del PNRR, gli obiettivi
dichiarati dalla Regione Piemonte risultano ancora largamente disattesi.
Case della Salute e Ospedali di Comunità non pienamente operativi, mancata eliminazione dei medici gettonisti, assenza
di un reale incremento di personale e neppure la copertura del turn over continuano a pesare sul sistema.
Le recenti settimane, segnate da una forte emergenza influenzale, hanno messo a durissima prova i Pronto Soccorso
piemontesi. Solo grazie alla dedizione e al senso di responsabilità di tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo
si è evitato il collasso dei servizi.
A fronte di questo impegno straordinario, la risposta non può essere una misura che divide, esclude e non riconosce in
modo equo il lavoro svolto.
«Non si può continuare a parlare di valorizzazione del personale sanitario e poi introdurre accordi che creano disparità
tra lavoratori che operano fianco a fianco nello stesso contesto di emergenza» – dichiara Stefania Gallo, Coordinatrice
regionale CSE Sanità Piemonte.
«Il riconoscimento economico deve essere legato al luogo e alle condizioni di lavoro, non alla singola qualifica. Tutti
contribuiscono alla tenuta del Pronto Soccorso e tutti devono essere considerati».
CSE Sanità chiede:
• il superamento delle disparità economiche previste dall’accordo;
• l’estensione dell’indennità a tutte le figure coinvolte nell’emergenza-urgenza, senza esclusioni;
• la pubblicazione integrale e immediata dell’accordo;
• l’apertura di un confronto sindacale serio, trasparente e inclusivo.
La sanità pubblica piemontese non si regge su singole professioni, ma su un lavoro collettivo.
E il rispetto deve essere uguale per tutti.

Per IL Coordinamento Regionale CSE Sanità
Stefania Gallo

 

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