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È l’Asti Docg il vino piemontese dell’anno

4 Aprile 2026 REDAZIONE Lavoro 139

È l’Asti Docg il vino piemontese dell’anno

Torino – La Giunta regionale ha scelto l’Asti Docg come Vino piemontese dell’anno 2026. Sarà quindi il testimonial che accompagnerà le iniziative promozionali rivolte al grande pubblico e agli operatori, quali fiere, borse, presentazioni, manifestazioni istituzionali dedicate ai prodotti agroalimentari di qualità certificata che si possono fregiare del marchio “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.
Come rileva il presidente della Regione Alberto Cirio “con una produzione annua di 100 milioni di bottiglie esportate per il 90%, l’Asti Docg, nelle due tipologie Asti e Moscato d’Asti, è il vino piemontese più diffuso nel mondo. Per questo può rappresentare un traino fortissimo per far conoscere le produzioni agroalimentari piemontesi, che per caratteristiche qualitative, metodi di produzione, storia e legame con i rispettivi territori di coltivazione e lavorazione offrono un alto valore aggiunto e sono parte fondamentale della nostra economia e del nostro export”.
L’Asti Docg Vino dell’anno 2026 sarà presentato ufficialmente lunedì 13 aprile al Vinitaly. Nello stesso giorno verrà lanciato il nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp. Per scegliere il nome sarà lanciato un concorso sulla pagina Instagram @piemonteis_eccellenzapiemonte.
Le caratteristiche della Denominazione
Il vino Asti è nel 1967 tra i primi prodotti ad essere insignito della Denominazione di Origine Controllata, all’epoca vertice della piramide di qualità del vino italiano. La Denominazione Asti Docg, riconosciuta nel 1993, nasce dal vitigno Moscato Bianco coltivato in 51 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo (sottozone: Santa Vittoria d’Alba, Strevi e Canelli – dal 2023 Docg) su un totale di quasi 10.000 ettari.
Dall’inconfondibile gusto aromatico, si producono due tipologie di vino: Asti Spumante e Moscato d’Asti.
Il processo di lavorazione dell’Asti spumante prevede la conservazione a zero gradi del succo d’uva fino al momento della spumantizzazione. La presa di spuma può seguire il metodo “Martinotti”, avvenendo in grandi recipienti capaci di trattenere la pressione, o con il “metodo classico”, con la presa di spuma in bottiglia.
Il Moscato d’Asti, a livello produttivo, si differenzia dall’Asti Spumante per la fermentazione, arrestata al raggiungimento della gradazione alcolica di circa 5% vol., e una pressione più contenuta, che lo rende un vino frizzante, con una vivacità che lo rende inconfondibile.

 

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