Verona – Ieri al Vinitaly l’Asti Docg è stato eletto il “vino dell’anno” per il Piemonte. Succede all’Alta Langa Docg (etichetta scelta per il 2024) che ha ceduto ufficialmente lo scettro al prodotto astigiano. Il riconoscimento à rilasciato dalla giunta regionale, che decide il testimonial di spicco per il nuovo anno, così l’Asti Docg diventa il rappresentante per tutte le etichette piemontesi. È un bianco frizzante che si abbina alla versione “Rosè”. La denominazione Asti Docg, riconosciuta nel 1993, nasce dal vitigno Moscato Bianco coltivato in 51 Comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo su un totale di quasi 10.000 ettari.
Dall’inconfondibile gusto aromatico, si producono due tipologie di vino: Asti Spumante e Moscato d’Asti. Il processo di lavorazione dell’Asti spumante prevede la conservazione a zero gradi del succo d’uva fino al momento della spumantizzazione. La presa di spuma può seguire il metodo “Martinotti”, avvenendo in grandi recipienti capaci di trattenere la pressione, o con il “metodo classico”, con la presa di spuma in bottiglia. Il Moscato d’Asti, a livello produttivo, si differenzia dall’Asti Spumante per la fermentazione, arrestata al raggiungimento della gradazione alcolica di circa 5% vol., e una pressione più contenuta, che lo rende un vino frizzante, con una vivacità che lo rende inconfondibile.
