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CRONACA
Giudiziaria

Uccisero tre giovani dando fuoco a un emporio, tre condanne fino a 30 anni

15 Maggio 2026 REDAZIONE Giudiziaria 217

Uccisero tre giovani dando fuoco a un emporio, tre condanne fino a 30 anni

Milano (Ansa) – La Corte d’Assise di Milano ha condannato a pene fino a 30 anni di reclusione i tre imputati, tra cui l’esecutore materiale (21 anni la pena) e i due mandanti (30 anni la pena), per il rogo appiccato il 12 settembre 2024 in un magazzino-showroom di Via Cantoni a Milano, in cui morirono tre giovani cinesi, tra cui due fratelli di 18 e 17 anni e un terzo di 24 anni. Erano ospiti per la notte e stavano dormendo. Il movente, secondo le indagini, sarebbe stato un debito del titolare dell’emporio. Le accuse erano omicidio volontario plurimo aggravato, incendio e tentata estorsione. Quella notte erano morti Pan An di 24 anni, Yinjie Liu di 17 e Yindan Dong di 18, questi ultimi fratello e sorella. Stando alle indagini dei Carabinieri, il movente di quell’incendio sarebbe stato un debito da 40.000 euro che il proprietario del magazzino avrebbe avuto nei confronti dei presunti mandanti. Le vittime erano suoi ospiti, dormivano quella notte nella struttura e tentarono, senza riuscirci, di uscire dall’emporio. Le conversazioni intercettate, secondo il pm Luigi Luzi che aveva chiesto tre ergastoli, erano state determinanti per ricostruire i fatti e le responsabilità. La Corte ha riqualificato l’accusa principale, il reato di omicidio volontario plurimo aggravato, in “morte come conseguenza di altro reato”, ossia dell’incendio appiccato, e ha tenuto conto della “morte di più persone”. Anche da questa riqualificazione derivano le pene, dai 21 ai 30 anni, più lievi rispetto alle richieste della Procura di tre ergastoli. In particolare, la Corte (giudici togati Bertoja e Fioretta) ha condannato a 21 anni il presunto esecutore materiale, Washi Laroo, 27 anni, per incendio, tentata estorsione e morte come conseguenza di altro reato con “morte di più persone”, applicando anche la continuazione e il concorso formale sui reati. Assolto, invece, per non aver commesso il fatto da un’imputazione di droga. Gli altri due imputati, ossia i presunti mandanti Yijie Yao e Bing Zhou, invece, sono stati condannati a 30 anni per tutte quattro le imputazioni (anche per fatti di droga), sempre con la riqualificazione dell’omicidio volontario in morte come conseguenza di altro reato con “morte di più persone”. Entrambi sono stati condannati a 21 anni più 12 anni, che sono diventati 30 anni di reclusione, pena massima sotto l’ergastolo. La Corte ha anche riconosciuto provvisionali di risarcimento per i familiari delle vittime, parti civili, che vanno dai 10.000 euro fino ai 250.000 euro, per un totale, in particolare, di 500.000 euro per i genitori dei due fratelli morti. Motivazioni del verdetto tra 30 giorni.

 

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