Asti – In provincia c’è un medico di base ogni 1.234 residenti e, secondo i dati forniti da Iqvia OneKey, uno dei più grandi database sanitari globali, si prevede che in un paio d’anni in provincia mancheranno all’appello 47 medici di famiglia. La crisi è tale per cui in Piemonte la situazione vede Biella in testa per copertura (1.175 assistiti per medico), seguita da Torino (1.206), Alessandria (1.215) e Vercelli (1.222), mentre arrancano dietro ad Asti le province di Cuneo (1.262), VCO (1.339) e Novara (1.356). Nell’astigiano sui 130 medici di base attualmente in attività ci sono già 24 posti vacanti, ai quali si aggiungeranno 23 pensionamenti entro la fine del 2027. Alla base della crisi c’è l’aspetto economico per cui se le altre specializzazioni garantiscono un rimborso spese di circa 1.700 euro al mese, i medici di base non arrivano a 800 euro durante la formazione, e le prospettive future non sono allettanti», perché il contratto è fermo da decenni e prevede 70 euro lordi a paziente fino alla soglia dei 500 assistiti, cifra che si dimezza per le quote successive. Si calcola infatti che cioè con 1.500 pazienti un medico guadagna circa 70.000 euro lordi all’anno, da cui deve detrarre le tasse, l’affitto dello studio, la segretaria sempre più necessaria vista la mole burocratica e perfino i suoi sostituti quando si prende un periodo di ferie o è malato.
