Milano (Giusto Buroni) – Il Piano Casa del Governo Meloni riceve dall’Opposizione le solite critiche “ideologiche”, che prescindono dai problemi reali delle popolazione e portano a trascurarli. In sostanza il Piano riguarda solo la costruzione di nuovi (o ristrutturati) appartamenti e non si occupa della vivibilità delle abitazioni già assegnate e (da decenni) occupate (le più antiche sono abitate da Grandi Anziani soli, a volte non autosufficienti o con barriere architettoniche insormontabili). Moltissimi alloggi vecchi, giustamente giudicati inagibili, potrebbero tornare agibili con semplici interventi di manutenzione. I rari interventi di miglioria riguardano per lo più gli spazi comuni, col criterio della “salvaguardia dell’arredo urbano” e non dell’abitabilità. Non esistono quindi vere “code” come per la Sanità. Il rispetto delle norme da parte dei Gestori risolverebbe la metà dei problemi (con relativo risparmio dei costi). Un ulteriore grave e socialmente ingiustificato difetto dell’edilizia popolare milanese è la grave inefficienza della gestione perché divisa in parti uguali (e del tutto indipendenti) fra ALER Regione e MM (Comune).
Sul “Piano Casa” solo critiche “ideologiche”
