Genova – Una Genova blindata ha accolto l’arrivo in città di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. Il suo approdo è stato accompagnato da numerose polemiche, che hanno portato al cambiamento di sede del comizio del generale. Inizialmente organizzato in via Cesarea al Teatro della Gioventù, è stato spostato in uno dei quartieri più altolocati del capoluogo ligure, ad Albaro in piazza Leopardi. Roberto Vannacci si è palesato in piazza Leopardi alle 18.30, un’ora esatta dopo l’inizio previsto alle 17.30.Circa un migliaio i seguaci presenti sotto il palco. Prima di intrattenersi con loro, scortato dal deputato ex FdI Emanuele Pozzolo, Vannacci ha risposto piccato alle domande della stampa presente, dicendosi soddisfatto della tre giorni trascorsa in Liguria, da ponente a levante. Tema che è rimbalzato e che risuona prepotentemente a Genova in queste settimane è quello legato alla sicurezza, che Vannacci rimanda a Silvia Salis.Prima dell’arrivo del generale circa 200 persone, che fanno riferimento a Genova Antifascista, accompagnate da bambini e anziani, hanno intonato alcuni cori al grido “Genova è solo antifascista”. Nel corso del pomeriggio sono apparse anche alcune scritte in gessetto sull’asfalto, sempre all’indirizzo del movimento del generale. Si legge “uscita”, con la freccia che indica i tombini, luogo spesso animato, soprattutto a Genova, dalla presenza dei topi. La protesta contro Roberto Vannacci e i suoi sostenitori si è consumata in via Albaro, a pochi metri da via Ricci, mentre in piazza Leopardi saliva l’attesa per l’arrivo del leader di Futuro Nazionale. Il clima di tensione e di preoccupazione che si respirava dalle prime ore della mattina si è riscontrato per tutto il pomeriggio, considerando la numerosa presenza delle forze dell’ordine. Poi tutto è andato liscio, nessun problema di ordine pubblico.
In mille per Vannacci a Genova: attacco alla Salis sul tema sicurezza
