Torino – Il fenomeno del gioco d’azzardo in Piemonte ha raggiunto dimensioni economiche impressionanti, con un giro d’affari complessivo che si stima sfiori i 10 miliardi di euro l’anno. Di questa cifra, una parte preponderante deriva dal settore online, che da solo supera i 6 miliardi di euro. Secondo i dati tracciati dal report «Non così piccoli. La diffusione dell’azzardo online nei piccoli comuni italiani», è come se ogni cittadino piemontese spendesse mediamente 1.512 euro l’anno solo in giocate a distanza.
Un dato che trova il suo picco nel comune di Oulx, in Alta Val di Susa, dove la spesa pro capite è stimata intorno ai 5.700 euro annui. Questi dati, aggiornati al 2023, si inseriscono in un trend di crescita nazionale che ha visto il gioco d’azzardo online aumentare del 67% tra il 2020 e il 2023, come evidenziato da «Il libro nero dell’azzardo 2024» di Federconsumatori e Cgil.
Dietro la freddezza delle cifre si cela una realtà sociale complessa, fotografata da un’indagine condotta in Piemonte nel 2023 su un campione di mille persone. Dallo studio emerge che il 62,9% degli intervistati aveva giocato d’azzardo nei tre mesi precedenti, con il 45,3% che lo aveva fatto mensilmente e il 28,3% settimanalmente. In termini di spesa, se il 30% dichiarava di non superare i 10 euro a settimana, un più consistente 36,6% ammetteva di spendere cifre superiori.
Questa abitudine, per molti un semplice passatempo, può facilmente sfociare in una dipendenza, un rischio che la Regione Piemonte tenta di arginare attraverso campagne di sensibilizzazione e sportelli di ascolto mirate a informare la cittadinanza sui pericoli del gioco d’azzardo patologico.
La sicurezza nel gioco legale e le risposte istituzionali
È fondamentale sottolineare che i dati analizzati si riferiscono esclusivamente ai concessionari autorizzati a operare in Italia, un mercato che è regolamentato per proteggere i consumatori. In questo contesto, un ruolo centrale è ricoperto dall’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), oggi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
L’ente statale ha il compito di garantire la legalità, la trasparenza e la sicurezza delle operazioni di gioco, assicurando che le piattaforme rispettino rigidi standard e tutelino i giocatori da frodi e pratiche scorrette. Scegliere operatori con licenza ADM è dunque la prima e fondamentale forma di autotutela, per evitare di cadere nella trappola di un sottobosco di società non autorizzate che operano al di fuori di ogni controllo.
Quando il gioco sfugge al controllo razionale, si trasforma in una patologia con conseguenze devastanti. Secondo Enrico Teta, psichiatra e responsabile della SSD Dipendenze da Comportamenti dell’Asl di Torino, nella sua struttura sono in cura 371 giocatori d’azzardo, con un aumento dell’11% dei pazienti solo nel 2024.
Il dato più allarmante è che l’83% di questi giocatori ha debiti, a testimonianza dell’impatto economico sulla vita delle persone. Le dipendenze più comuni derivano da New Slot e VLT (44%), seguite dalle scommesse sportive (24%), con la modalità fisica che risulta ancora più impattante (61,7%) rispetto all’online (38,3%). Se le fasce d’età più rappresentate sono quelle tra 38 e 67 anni, desta forte preoccupazione la quota del 10% di pazienti tra i 18 e i 27 anni.
Per fronteggiare questa emergenza, il territorio piemontese ha attivato una rete di supporto capillare. Un esempio è il GAP Tour, iniziativa della Regione che, in collaborazione con il Ser.D. dell’ASL di Biella, porta l’informazione direttamente tra la gente, in occasione di feste e sagre. I Servizi per le Dipendenze offrono un supporto completo che comprende équipe specializzate e consulenti legali, fondamentale per affrontare le problematiche debitorie.
A Biella due anni fa è stato attivato lo sportello “Sgarbuglio”, dedicato a chi ha problemi di sovraindebitamento. L’accesso a questi servizi è diretto, gratuito e non richiede impegnativa del medico, un fattore cruciale per abbattere le barriere alla richiesta di aiuto. Come nota Elena Bertolino del progetto Cash, il problema è reale e diffuso, e colpisce estremi diversi della popolazione, dagli over 50 legati al gioco fisico ai giovani tra i 18 e i 25 anni, più inclini all’online e alle scommesse
