Torino – Prosegue anche in Piemonte la fuga delle banche dal territorio. In generale nella regione oltre la metà della popolazione è stata privata dell’accesso agli sportelli bancari dal 2015 ad oggi. I dati, aggiornati al 31 dicembre del 2025, sono contenuti nell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, il sindacato dei lavoratori di banche e assicurazioni della Cisl.
Nei 1.180 comuni piemontesi solo 191 hanno più sportelli; 213 comuni registrano la presenza di un solo sportello bancario, 226 sono privi dal 2015. Un problema che investe anche le aziende: sono infatti 47.000 le imprese che hanno sede in comuni privi di banche, 2.700 in più negli ultimi 12 mesi. E non basta neanche sapere che i piemontesi siano più tecnologici della media italiana (il 62% usa l’internet banking contro il 56% nazionale): il digitale, infatti, non può sostituire il rapporto umano. Il credito non deve essere visto solo come un profitto, ma come un servizio pubblico essenziale. Le grandi banche continuano a tagliare: dal 2015, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno chiuso rispettivamente 77 e 41 filiali in comuni della regione che oggi sono rimasti completamente scoperti.
