Novi Ligure (AL) – L’11 luglio Novi Ligure ritrova il Parco Castello. O meglio, ritrova il prato. Perché dopo anni di chiusura, un investimento da 3,5 milioni di euro, circa 700 mila euro tra progetti e incarichi tecnici, un appalto saltato, una causa milionaria e mesi di polemiche, il grande spettacolo sembra essere questo: tre cancelli nuovi, l’erba tagliata, due giochi per bambini e i bagni rimessi in ordine.
Se qualcuno si aspettava di entrare in un parco rinato grazie ai fondi PNRR, forse ha sbagliato inaugurazione.
La domanda, quella che probabilmente molti cittadini si fanno, è semplice: dove si vedono i 3,5 milioni di euro? Perché il bello della politica è che i numeri sono enormi, mentre i risultati, a volte, sembrano cercarli con la lente d’ingrandimento.
L’accessibilità per le persone con disabilità, che era uno dei pilastri del finanziamento? Ancora incompleta.
Le opere che avrebbero dovuto fare del Parco Castello un modello di rigenerazione urbana? Molte restano da completare.
Però i cancelli ci sono. E meno male, perché almeno quelli potranno essere chiusi quando arriveranno le inevitabili domande.
Il sindaco Rocchino Muliere e il vicesindaco Simone Tedeschi parleranno sicuramente di “restituzione alla città”. E in effetti qualcosa viene restituito: un parco che i cittadini avevano già, dopo averlo tenuto chiuso per oltre due anni.
Con la differenza che nel frattempo sono passati milioni di euro.
E poi c’è la ciliegina sulla torta: la causa intentata dalla ditta Vivai Barretta, che chiede un risarcimento milionario. Saranno i giudici a decidere chi abbia ragione, ma una certezza già c’è: se dovesse arrivare un conto salato, non lo pagheranno né Muliere né Tedeschi. Lo pagheranno i cittadini.
Come sempre.
La vera inaugurazione, però, dovrebbe essere un’altra.
Quella del rendiconto.
Un bel documento, pubblico, dettagliato, voce per voce. Così ogni novese potrà capire quanto è costato ogni metro di prato, ogni cancello, ogni panchina, ogni gioco e ogni incarico professionale.
Perché se spendi 3,5 milioni e il risultato che salta all’occhio è un taglio d’erba fatto bene, non è il cittadino a dover giustificare i dubbi.
È la politica a dover giustificare le spese.
Magari scopriremo che è tutto perfettamente in ordine.
Oppure scopriremo che il vero capolavoro del Parco Castello non è l’opera pubblica, ma quella di essere riusciti a trasformare un finanziamento PNRR in un numero di illusionismo: i milioni si vedono nei documenti, molto meno passeggiando tra i vialetti.
L’11 luglio qualcuno taglierà un nastro. Molti cittadini, invece, continueranno a tagliare una domanda che resta sospesa nell’aria:
tre milioni e mezzo per questo?
Parco Castello Novi: tre milioni e mezzo dopo… benvenuti al “Parco dei Miracoli”
